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Montelago è andato. Venerdì sbornio a reggere Giulia sbornia, sabato alticcio a cercare di riprendermi dal venerdì. Domenica ustionato a morte per il ritorno a casa. Alla fine ho dormito in tenda con Giulia. Ho conosciuto il tizio di Francesca e pure una sua clone, Laura. Gran fine settimana insomma.

Mercoledì sono andato alla finale del concorso al Saxa Beach per gli Yersinia Pestis, che purtroppo non son passati di pochi voti. Ed ho avuto modo di riprendermela grossa abbastanza da tornare a casa incazzato.

Giovedì è stato il turno dei Reduci di Peppe ad una sagra a Porto San Giorgio. Spettacolo censurato davanti ad una chiesa, per un massimo di una ventina di persone. Poveri, mi è dispiaciuto un sacco.

Ieri è stato l’inizio della fine. Con Giulia intendo. Aveva una serata col coro al Duomo a Fermo. Dopo la serata siamo andati all’Ellis come solito, con un “Forse arriva Manuel.”. Già il fatto di dover fare tre tentativi di recupero per poter avere una serata senza discussioni mi aveva un po’ scosso, diciamo. Il fatto di vedermi spuntare Manuel alle spalle essendo rimasto a quel “forse” è stato un altro punto a sfavore della serata. Ho fatto la fuga, come solito, pur di non fare il terzo incomodo nonostante il “Tranquillo non stiamo parlando di nulla di che.”; come se implicasse che visto che non si parla di niente di importante allora posso tranquillamente star lì beato in mezzo ad una “coppia” senza che la cosa mi dia fastidio. Ma vabbò, amen. Ormai è così quasi ogni volta che esco all’Ellis. Verso una certa riparto per tornare a casa, ma visto la quantità di roba alcoolica che avevo in corpo decido di fare un’altra stronzata.

Parto e vado a casa sua. La sua macchina non c’è, quindi non è tornata. Giro per andare via quando mi sento chiamare dai genitori che erano fuori sul dondolo a guardar le stelle. Rimango lì a parlare con loro finché non torna Giulia e le spiego la situazione.

Non je la fo più. Sinceramente. Io mi sforzo per essere una persona migliore possibile, per non lasciarla da sola nei limiti delle mie azioni, per non essere di peso e per cercare di farla stare nel migliore dei modi, spesso a discapito di me e tentando sempre di non farla sentire inutilmente in colpa. Oltre tutto ciò è ormai un anno che continuo questa strada suicida verso un futuro migliore, tentando di sopprimere i miei pensieri e quello che realmente vorrei, pur di poterle stare vicino. Ma in tutto ciò quello che vedo come risposta è una serie di azioni quasi obbligate da parte sua (come se lo stessi facendo per forza), una completa mancanza di interesse in tutto quello che tento di fare e pure dei sensi di colpa inutili.

Ergo, tento di prendere l’ultima strada che mi ero figurato, in quanto ultima fra le ultime possibilità che volevo considerare: la distanza. Non intesa come il solito “Faccio finta di starti lontano per vedere se realmente ci tieni o se ti importa qualcosa di me e ti richiamo fra qualche giorno.”. Distanza intesa come “E’ stato bello, ma vedo di essere l’unico a voler stare vicino all’altro, quindi mi allontanerò.”.

L’ultima azione che avrei voluto intraprendere, ormai rimasta anche l’unica purtroppo. Dopo un anno continuo di tentativi di salvataggio ed una serata di spiegazioni sul perché di tante mie azioni, quello che le sento dire alla fine è “Ok, ciao.”.

Dopo quasi sei anni di conoscenza e quasi cinque di relazione.

Beh, si torna a casa. Vediamo per quanto riusciamo a star male stavolta…

Di conseguenza i prossimi mesi li passerò qua, davanti al computer. Evitando di uscire e di vedere chiunque. Da solo, come ai bei vecchi tempi. Magari riesco anche a ritornare al mio vecchio me. No, non funzionerà, ma un tentativo lo farò.

Che mi rimane da fare ora?