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Ora, nella mia attuale situazione lamentarsi sarebbe da pezzenti.

Che mi mancherebbe? Ho un lavoro (quasi sicuro, se tutto va come deve andare), sono in salute (ok, questa è più dubbia), ho un’ottima (quasi) famiglia, ho parecchi amici (anche questa è alquanto dubbia) ed ho la possibilità di vivere (quasi) come mi pare. Una vita abbastanza superiore alla media, diciamo.

Infatti non è una lamentela, ma una riflessione. Precisamente sul lato scoperto che ho attualmente.

Ho vissuto la maggior parte della mia adolescenza in introspezione, mentre curiosavo nelle situazioni circostanti, per riuscire a capire cosa fossi e cosa volessi sfruttando gli strumenti che avevo intorno. Le situazioni del resto del mondo mi aiutarono a capire come funziona l’aspetto sociale e morale del ragionamento umano, e come si comportano le persone in determinati ambiti. Il che mi ha aiutato anche a prevedere determinate conseguenze ed a reagire di conseguenza.

Ora, questo è finito nel momento in cui ho realizzato che riesco ampiamente ad andare avanti da solo.

Next step: trovare l’altra metà.

E’ qui che è cominciata la parte dolente. A quanto pare non è così facile come sembrava dalle esperienze viste precedentemente. E c’ho sbattuto la mia faccia, reiterate volte in reiterate occasioni.

Il che mi portò a riconsiderare i miei piani per quell’aspetto. Ma nel mentre avevo da preoccuparmi anche di tutto il resto, visto che comunque l’adolescenza comporta la formazione della persona, e quindi ho preferito prendere la strada che ai tempi mi sembrò più opportuna: cercare di prendere le decisioni migliori di volta in volta, lasciando questo lato come ultimo, vista comunque la mia età ai tempi. Avevo altro da sistemare con maggiore urgenza.

Ora siamo a quel punto. Ho gli altri lati sistemati, tocca a questo.

Ormai sarà un’annetto, forse più, che si è chiusa la storia con Lei. Non ricordo le date, come solito.

Mi son preso un po’ di tempo per realizzare se sia veramente una relazione la soluzione per me, ed a quanto pare sembra la strada migliore. Non son così autosufficiente da riuscire a vivere pienamente da solo, e sinceramente viste le esperienze passate sembra anche la cosa meno opportuna. Sono tendente all’autodistruzione se non ho un appiglio.

Alla luce di ciò ho iniziato a guardarmi intorno, sempre sfruttando quello che avevo e che mi capitava per poter trarne vantaggio ed andare avanti. Ed è cominciata questa nuova fase.

Quello su cui sono fermo è uno scoglio non da poco. A quanto pare non riesco a smuovermi dalla situazione in cui mi trovo. Forse il fatto che sia leggermente diverso dalla maggior parte degli uomini che vedo mi porta a rimanere così, ma il punto in questione è che mi è sempre sembrato meglio comportarmi da me stesso e sfruttare l’onestà, sperando che qualcuno si renda conto del fatto che è quasi sicuramente meglio del mondo finto che si creano in molti solo per avere l’illusione di qualcuno che si interessi a loro. Invece a quanto pare funziona meglio il secondo metodo. Ora come in passato, d’altronde, quindi questo mi porta a pensare che la gente non ragiona sulla propria storia spesso come dovrebbe.

La riflessione alla base di questo sproloquio è semplice: stasera mi son ritrovato a pensare alla mia situazione di qualche anno fa. Quando ero solo e cercavo di andare avanti in quel modo, che tanto avevo solo me comunque.

A quanto pare non riesco a trovarla proprio quest’altra metà, a meno che non mi comporti nella maniera che ho sempre odiato, visto che veniva spesso e volentieri usata anche con me. La falsità non mi è mai piaciuta un granché. E vorrei proprio evitare di diventare l’ennesimo triste uomo solo che sfrutta ogni mezzo pur di non rimanere tale. A ‘sto punto preferisco rimanere l’ennesimo triste uomo solo. Punto.

Che poi, perché la gente intorno a me che vive in queste situazioni fa di tutto per non rendersene conto e ci continua a stare in mezzo? Posso essere l’unico pirla che ne accorge?

L’ennesimo viaggio di ritorno dall’Ellis a casa in cui “quasi” mi viene da pensare che domattina non vorrei svegliarmi solo per non dover avere a che fare con questo lato. Per quale motivo questo deve sempre essere il mio punto debole ancora non ne ho idea. Sarà che mi ero concentrato così tanto sull’essere solo che ora come ora non vorrei più averci a che fare, dopo che ho provato cosa significa avere qualcuno vicino a quel livello.

Quanto La odio per questo. Se non fosse stato per Lei sarei molto probabilmente allo stadio di misantropia più alto della mia vita, che non sarebbe stato nemmeno così brutto come si pensa, eppure non riesco a fargliene una colpa. Comunque son stati anni stupendi (per certi versi) ed ho molti bei ricordi, oltre le scagnarate e le risse pubbliche.

Chissà se mai me ne farò una ragione e se mai passerà il famoso ombrello giallo che ho sempre sognato.