Archivio per maggio, 2012

 

Seconda settimana. Non mi ricordo molto fortunatamente. Quindi mi limiterò a quello che riesco a racimolare.

Lunedì e martedì son stati tranquilli. Il mercoledì mattina avevamo la discussione sul progetto di Ingegneria. Anche con ciò sono uscito tutte le sere ovviamente. Ed il progetto sembra andato bene. Il lunedì sono uscito nel tentativo di rivedere Francesca, e così e stato. Più o meno. Le dico della partita del giorno dopo. Ci son stati gli scacchi umani il martedì, ma non è andata un granché bene. Qualche pezzo non si è mosso come doveva ed i cavalli mangiavano pedoni invisibili. Ho schivato una multa bestiale ma non ho ancora idea del come di preciso. Il mercoledì dovevamo uscire per la sbornia post esame. Comunque quella sera stavo quasi sicuramente in giro come solito, ma non ricordo una becca. Il giovedì c’è stato il diluvio universale ma sono uscito comunque solo per vedere se avevo ragione. In giro ci stavo quasi solo io praticamente, ma la ragione mi è arrivata. Tardi, ma è arrivata. Venerdì sera precisamente.

I ricordi tornano nitidi da venerdì. Chiama Enrico, l’amico Solopacchiano di Peppe. Dopo un viaggio della speranza di tredici ore. Arriva in serata, praticamente per cena. Era partito alla mattina presto. Ci si era organizzati per andare a cena all’Asterix. Non vedendo ne sentendo Francesca da tre giorni, quando l’ho vista passare con Valentina mi ci sono praticamente fiondato, addirittura mollando la birra appena ordinata al tavolo, facendola così finire a Chebo e Peppe. Roberta ancora rompe per essermene andato via a razzo. E fu lì che tornò il Baldo.

Piccolo intermezzo. Il Baldo fu creato da quattro giovani storditi in un bar di Falerone. Il bar di Aldo. Sapendo ormai ogni contenuto di ogni bottiglia in quel bar abbiamo deciso di iniziare a mischiarli a caso nel tentativo di trovare qualcosa di sborniesco con poca spesa. Ed è venuta fuori questa meraviglia alcolica, in grado di cappottare un cammello. Non vi dirò con cosa è fatto, se volete farvi abbastanza male venitemi a trovare da qualche parte che ve lo farò provare. Dopo questa breve spiegazione torniamo alla storia.

Non avevo granché con me, circa cinque euro. Che son bastati per prendere sti tre cicchetti da Michè al Dada. Noi li prendevamo nei bicchieri da zerodue, non pensavo che un cicchetto a testa avrebbe fatto di quelle due porelle le sbornie della sera! Fatto sta che ho dovuto riaccompagnarle entrambe rimanendo poi con una terza arrivata, tale Corinna, fino alle sei di mattina, in cerca di una fottuta pasticceria per poter fare colazione. Missione ovviamente fallita, con rispettivo ritorno a casa.

Il sabato è stato il turno del compleanno di Peppe e Chebo. Quarantasei anni in due portati malissimo devo ammettere. Sveglia prestissimo per poter finire di prendere regali e quant’altro, pomeriggio in pseudo-coma da sonno di quattro ore e cena con sbraciolata a casa e alcool a fiumi, per poi uscire e scoprire che avremmo concluso serata giocando a Foot Game (spiegatoci da Marco) e ad arrampicarci alticci sugli alberi alla Rocca. A serata conclusa mi avvio verso casa, ritrovando il carabiniere del martedì, con relativa chiacchierata. Riparto a razzo per arrivare in tempo alla comunione di mia cugina, non toccando nemmeno il letto nel tentativo di rianimare il mio ormai defunto telefono. Mega pranzo con sbornia inclusa e serata passata aspettando Corinna ad una festa a Sant’Elpidio con mio cugino e la sua ragazza.

 

Ora, riassumendo queste due settimane: ho un telefono e molti soldi in meno, ma ci ho guadagnato due settimane epiche ed uno dei migliori periodi che io abbia mai passato. Devo un telefono a Francesca (ed anche una serata di dignità), qualche euro sparso a Chebo, Peppe e Marco e molte persone ce l’avranno con me per il fatto che non mi ricorderò di loro quando le rivedrò. Ma per quanti lati negativi mi impegni a trovare per queste due settimane non riesco a superare la positività di aver trovato questa situazione che, per quanto possa già immaginare come andrà, non riesce a smuovermi dall’andare avanti. Mi sento tirato da questa storia, molto più di quanto vorrei. Il Lei inizia a spostarsi. Vedremo come andrà. E Lei, appunto, non aiuta per niente visto come si comporta.

Diocaro, perché devono esserci sempre di mezzo le donne…

In tutto ciò va contato anche il fatto che sto cominciando a fare un serio pensiero nel trasferirmi definitivamente a Camelot, con l’allegra fattoria di casa Lisella-Bianchetti.

Sono andato avanti con la storia, ma puntualmente mi ritrovo quasi all’inizio.

Quand’è che potrò iniziare a tranquillizzarmi per avere un periodo tranquillo?