Archivio per gennaio, 2012

 

Quando uno pensa di esseri reso conto che è sulla giusta strada puntualmente riesce a ricredersi. E torna indietro.

Verso quello che pensava essere il meglio. Verso quello per cui stava bene. Verso quello che vorrebbe vicino.

Voglio poterLa abbracciare, e restare fra le Sue braccia sentendomi dire che va tutto bene.

Vorrei potermi accucciare nella sicurezza che Lei sa darmi, restare fra le Sue braccia e chiudere gli occhi.

Senza guardarmi intorno, senza pensare. Solo stare lì. Con Lei. Per Lei. E con Lei.

Finché non arriva quello stato in cui sono in pace con me stesso e col mondo. Grazie a Lei.

Per quanto tenti di star bene da solo, per quanto tenti di tirare avanti a campare da solo… Torno comunque indietro verso quello che realmente mi faceva stare bene. Il passato è stato uno schifo. Il presente fa pena. Ed il futuro non voglio nemmeno immaginarlo, non così.

Ed arrivo a lasciarLe messaggi scritti sul foglio delle sue previsioni. Sulla porta di casa Sua. Mentre piangevo. Riesco a separarmi da un foglio scritto da Lei solo lasciandolo a Lei. Mentre speravo di sognare. Mentre tentavo di convincermi che fosse solo la mia immaginazione a fare quello che vedevo.

Invece ero io. Che ammette di nuovo di aver sbagliato. Che ammette di nuovo di essersi reso conto di aver fatto una cazzata. Che tenta di aggrapparsi all’unica cosa sicura che ha. Che vuole recuperare quel poco di vita che gli rimane. Che si guarda dall’esterno e si fa schifo da solo.

“Quanto pensi di essere forte? Quanto pensi di poter andare avanti così? Quanto pensi di sopravvivere?”

“Perché lo fai? Perché lo vuoi? Perché non lasci andare?”

Perché? Quello spazio, quelle sensazioni. Così sicure. Così tranquille. Così confortanti.

“Cosa vuoi? Cosa pretendi?”

“Perché lo fai? Perché non rinunci?”

Senza di Lei non posso. Senza Lei non riesco a vivere. Lei è la mia Vita. Lei è Lei. Mu…

Non posso smettere di piangere, non posso continuare a vivere. Non posso e basta. Sono solo, e nessuno potrà mai cambiare questa situazione. Niente e nessuno. Non potrò mai sostituire quel vuoto, non potrò mai rimpiazzare quella sensazione. Per quanto mi sforzi Lei non potrà mai essere nient’altro che Lei. E ne ho bisogno.

E per quanto mi brucino gli occhi, non riesco a fare a meno di pensare a Lei. E cerco di prendere sonno.

Aspettando il domani che sarà. Mentre mi accuccio nel letto. Sperando di non svegliarmi…